Un'onda blu regolare e una linea ambra frastagliata convergono in un cervello metà organico e metà circuito; oltre una linea che segna il presente, prosegue verso il futuro solo l'onda regolare.

Prevedere la domanda con l'AI: la sorpresa non è il volume, è il ritmo

Ho ripreso un esperimento fermo da mesi: usare un foundation model di Google per prevedere la domanda del negozio. Pensavo che la regola fosse ‘più dati vendi, meglio funziona’. Sbagliato. La cosa che conta non è quanto vendi, è se quello che vendi ha un ritmo. E lungo la strada ho capito che lo strumento serve a tutt’altro da quello per cui l’avevo tirato fuori.

18 giugno 2026 · 9 min · Frank Scavone
Sei sagome di assistenti AI affiancati su un terminale notturno, ognuno con una piccola etichetta per il tipo di memoria che gestisce; una linea sottile li collega a un'unica directory centrale.

Sei agent AI sullo stesso server, e i quattro strati di memoria che non ti aspetti

Mi è arrivato un link a un repo. Ne è uscita una sessione di sei ore di lavoro architetturale. Alla fine ho un sistema in cui cinque agent diversi parlano la stessa lingua, un sesto è isolato per scelta, e ho capito che la ‘memoria’ di un AI non è una sola cosa — sono almeno quattro strati distinti, e tre dei miei li conoscevo solo a metà.

8 maggio 2026 · 18 min · Frank Scavone
Terminale notturno con un listing di skill in cui alcune righe appaiono come copie fantasma sovrapposte, sfumate e leggermente disallineate, contro uno sfondo Tokyo Night.

Le skill fantasma di Claude Code (e come ho dimezzato il context a ogni sessione)

Ogni nuova chat con Claude Code mi mangiava token per elencarmi 115 skill — il doppio di quelle che avevo davvero. Ho passato due ore a smontare il filesystem e il binario per capire perché. La causa era un symlink di un anno fa. Il fix una riga sola.

3 maggio 2026 · 8 min · Frank Scavone